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Salotto Musicale Italiano - La Romanza da Salotto tra Ottocento e Novecento FLAC

Genre: Classical / World - Folk
Performer: Salotto Musicale Italiano
Title: La Romanza da Salotto tra Ottocento e Novecento
Style: Contemporary, Classical, Romantic, Neo-Romantic
Date of release: 02 Feb 2016
Label: EMA Vinci
Catalog Number: 70058
Country: Italy
FLAC album size: 1224 mb
MP3 album size: 1382 mb

Tracklist

1Francesco Paolo TostiAimez quand on vous aime
2Francesco Paolo TostiGood-bye
3Francis PoulencLes Chemins de l’amour (J. Anouilh)
4Francis PoulencViolon (Fiançailles pour rire – L. de Vilmorin)
5Leone SinigagliaIntermezzo op.13 n.2
6Erik SatieJe te veux (H. Pacory)
7Raynaldo HahnSi mes vers avaient des ailes (V. Hugo)
8Raynaldo HahnLa barcheta (P. Buratti)
9Francis PoulencBa, be, bi, bo, bu (La courte paille – M. Carême)
10Raynaldo HahnA Chorils ( T. De Viau)
11Francesco Paolo TostiChanson de l’adieu (E. d’Harancourt)
12Francesco Paolo TostiVenetian Song
13Gaetano BragaLa serenata (Leggenda Valacca) (M. M. Marcello)
14Enrico ToselliSerenata (Rimpianto d’amore) op.6 n.1

Credits

  • Grand PianoJung Yun Hwa
  • Soprano VocalsClaudia Pop
  • Tenor VocalsLeonardo De Lisi
  • ViolinMiriam Sadun

Notes

Esiste un lungo e ingiustificato silenzio sulla produzione vocale da camera in Italia nella seconda metà dell’Ottocento: nella patria del belcanto e dell’opera la composizione per voce e pianoforte (o voce affiancata da piccolo ensemble cameristico, come il duo con il violino o altro strumento) con grande dignità e pregio – fino a Rossini e Donizetti, – ha proceduto parallelamente alla produzione dei grandi capolavori lirici. Già nei due secoli precedenti sia la forma più elaborata della cantata da camera che quelle più semplici delle arie, ariette, viallanelle, canzoni erano state il terreno privilegiato per sperimentazioni musicali in un continuo e fruttuoso scambio con il contemporaneo repertorio teatrale. È logico pensare che il repertorio vocale abbia sempre avuto un collegamento vitale e fecondo con la musica popolare: anche il Lied tedesco fonda le sue radici origi- narie su una base non esclusivamente “colta”, per cui da Schubert a Brahms fino a Mahler i richiami al mondo popolare sono “nobilitati” dall’intervento artistico dei grandi autori. Questo stesso fenomeno riguarda anche l’Italia, anche se gli autori che si avvicinano alla vocalità cameristica dopo l’unità d’Italia negli anni 1860-1900 sono per la maggior parte compositori che non compongono (se non rarissimi casi) per forme più elaborate, come l’opera o la sinfonia o la grande musica sacra. Il caso tipico è Francesco Paolo Tosti, abruzzese, artista celebre e maestro di canto della nobiltà italiana ed inglese: ancora oggi presente in molti programmi da con- certo ma soltanto nell’esiguo gruppo di quella decina di titoli resi famosi dai grandi tenori del ‘900, nonostante la sua produzione consti di alcune centinaia di brani. Ciro Pinsuti, toscano, allievo di Rossini e da questi molto stimato, visse tra Parigi e Londra e non scrisse l’opera ma soprattutto melodie per canto e pianoforte e musica sacra, oltre ad un interessante trattatello di tecnica vocale per le giovanissime voci dedicato alle loro istitu- trici. Pier Adolfo Tirindelli ha avuto in vita la stessa fortuna di Tosti o di Denza in quanto compositore della vocalità da salotto ottenendo un successo di livello internazionale. Meno conosciuto è tuttora Pietro Abbà Cornaglia, piemontese, che scrisse anche un’opera. La caratteristica principale della scrittura vocale di queste composizioni è la chiara derivazione belcantistica italiana con una aderenza particolare alla declamazione del testo poetico: se Ciro Pinsuti scrive delle romanze per alcuni celebri cantanti d’opera del suo tempo (la Grisi, la creatrice di molti ruoli di Bellini e Donizetti, o il tenore Graziani) la destinazione delle liriche da camera di Tosti e Tirindelli sono più chiaramente gli ottimi “amateurs” pur sempre dotati di belle voci naturali e ottima cultura msicale, che ritroviamo in molta iconografia dell’epoca. Fenomeno non diverso da quanto succedeva nell’ambiente francese descritto da Proust e realizzato in musica da Reynaldo Hahn o lo stesso Gabriel Fauré. Verso la fine del secolo lo stile vocale, nonostante chiaramente cameristico, assorbe alcune influenze della nuova scuola operistica del verismo di Puccini o Cilèa, compositori che, a loro volta, quando scrivono per il salotto sembrano prendere ad esempio i loro contemporanei maestri del genere. Insomma, non si può isolare il fenomeno vocale da camera da quello contemporaneo del teatro musicale e pretendere di comprenderlo in maniera avulsa dal suo contesto. L’ensemble “Solotto musicale italiano” vuole fare rivivere dunque, questa tradizione importante e inspiegabilmente trascurata, attraverso lo studio e la diffusione del repertorio vocale tra i secoli XIX e XX. Il modello vocale è tradizionalmente belcantistico, le fonti poetiche vanno dai più grandi scrittori italiani (Dante, Petrarca, D’Annunzio, Ada Negri) a testi di autori minori, se non scritti apposta per essere musicati quali “canzoni”. Un termine che non deve indurre a pensare che la leggerezza e la semplicità che le caratterizza non possa racchiudere la stessa qualità musicale di brani più ambiziosi. La presenza di uno strumento concertante come il violino, – non in funzione meramente evocativa, ma come una vera e propria seconda voce solista, – dimostra che la ricerca artistica di questi autori non dimentica le grandi tradizioni antiche, pur nel momento in cui si apre a paesaggi musicali sempre nuovi. Per sottolineare ancora di più la funzione sostanziale e non marginale del violino, sono tati inseriti dei brani solisitici in cui questo strumen- to “canta” con la stessa vibrante espressività di una voce, in forme musicali decisamente ispirate all’estetica belcantistica. Tutti i brani vocali con il violino sono versioni originali dell’autore stesso o arrangiamenti di contemporanei da lui autorizzati. Il brano Good-bye di Tosti esiste in numerose versioni d’autore, tra cui una già famosa col violino (di P.A. Tirindelli) e una meno nota a due voci: l’ensemble ha unito queste due versioni.
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